I maestri corallai, veri artisti trapanesi

Veri e propri artisti, maestri di tecniche antichissime, tramandate dall'incedere del tempo. La lavorazione del corallo è da sempre una delle principali attività della città di Trapani che si scoprì essere ricca di banchi intorno al XV secolo. Se in un primo momento fu il commercio della materia prima a dare ottimi risultati in termini economici, pian piano si iniziò a lavorarlo, anche perché i ricavi erano notevolmente migliori.

Ecco, dunque, che fu avviata una vera e propria rete commerciale in cui gli artigiani scultori realizzavano praticamente di tutto. I pezzi più pregiati venivano destinati alle opere religiose commissionate dalla Chiesa o come regali di nozze per le famiglie nobili ed aristocratiche. Il normale corallo venivano invece lavorato in maniera seriale, creando piccoli oggetti o decorazioni. Lo scarto era anch'esso prezioso ed usato per realizzare preparati medicinali. I maestri corallai trapanesi non faticarono a diventare famosi in tutto il mondo, vista l'eccellente qualità delle lavorazioni. Preziose e raffinate opere, infatti, possono essere ammirate nei musei di tutta l'Europa.

Oggi esistono pochissimi laboratori di antichi corallai, dove maestri scultori continuano a tramandare le tecniche d'un tempo. Uno di questi, Platimiro Fiorenza, fa parte del Registro delle eredità immateriali della Sicilia, nel “Libro dei tesori umani viventi” dell'Unesco.